Perché le telefonate via Telegram sono bloccate in paesi come Cina e Iran?

Pavel Durov, fondatore di Telegram, ha scritto un lungo articolo su Telegra.ph nel quale descrive i motivi per cui i governi di alcuni paesi come Cina e Iran hanno bloccato l’accesso alle telefonate su Telegram — e non, ad esempio, a quelle di altri servizi come WhatsApp.

Durov inizia l’articolo spiegando di non essere abituato a fare molte telefonate:

Personalmente, le mie telefonate sono rare. Abitando in Russia, ho sviluppato l’abitudine di non parlare mai al telefono, dato che ogni conversazione veniva registrata da agenzie governative corrotte. Questa abitudine mi è rimasta anche dopo aver lasciato la Russia alcuni anni fa. Non credo che le agenzie di altri paesi abbiano molto più rispetto per la privacy: sono uguali ovunque, alcune sono soltanto più brave a fare marketing.

Da quando sono state introdotte le chiamate su Telegram, però, Durov ha ricominciato a telefonare: ora può comunicare in tutta sicurezza, dato che ogni chiamata è criptata e non è quindi possibile intercettarla.

In alcuni paesi come Cina e Oman, Telegram è completamente bloccato. L’Arabia Saudita rallenta il traffico di Telegram in modo da scoraggiarne l’uso, mentre l’Iran ha bloccato le telefonate. Perché?

Il problema, secondo Durov, è nel fatto che Telegram, nei suoi tre anni e mezzo di esistenza, non ha mai ceduto alcun dato degli utenti ai governi.

Servizi come WhatsApp […] non sono bloccati in Cina, Arabia Saudita, Iran o altre nazioni avvezze alla censura. Questo perché WhatsApp (e la società che ne è a capo, Facebook) è desiderosa di rinunciare alla fiducia degli utenti pur di aumentare le sue quote di mercato. Il loro slogan, “WhatsApp e terze parti non possono leggere né ascoltare i tuoi messaggi o telefonate”, è completamente falso. WhatsApp in realtà può benissimo leggere i messaggi e ascoltare le telefonate, dato che sono in grado di sostituire, in modo invisibile, la chiave crittografica del 99,99% dei loro utenti.

Dopo queste pesanti accuse, Durov conclude l’articolo dicendo che non aver accesso a Telegram in tali nazioni è brutto, ma è comunque meglio che tradire la fiducia degli utenti. L’articolo completo, in inglese, può essere letto su Telegra.ph.

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2 pensieri su “Perché le telefonate via Telegram sono bloccate in paesi come Cina e Iran?

  1. Alcuni contatti vedo la foto e altri no.
    Dipende se un contatto c`è la o meno?
    O se tiene memorizzato il tuo numero o meno in rubrica? grazie

    1. Non è detto che tutti i contatti abbiano effettivamente una foto impostata! Almeno per il momento non è infatti possibile regolare le impostazioni sulla privacy della foto profilo, così come invece è possibile fare con la data di ultimo accesso. Per cui la spiegazione più semplice è che non abbiano davvero alcuna foto impostata.

      Luca

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